La montagna è stata per anni dominio degli alpinisti, e proibita agli aviatori.
Il 30 luglio del 1921 François Durafour, a bordo di un Caudron G.3 senza pattini, atterrò sui pendii ghiacciati del Dôme du Gouter (4304 metri) nel massiccio del Monte Bianco. Nei primi anni ’30 in Alaska nacque una piccola compagnia aerea, fondata da Robert (Bob) Reeve, il quale inaugurò i voli in montagna con aerei provvisti di pattini per atterraggio sui ghiacciai (Bush Aviation).
Nel 1930 il pilota Ernst Udet, asso dell’aviazione tedesca nel corso della Grande Guerra, effettuò, a bordo di un Klemm munito di pattini, il primo atterraggio sul ghiacciaio del Trient. Nel novembre del 1946 i piloti militari elvetici Victor Hug e Pista-Hitz a bordo di due Fieseler Storch di fabbricazione tedesca in dotazione alle truppe svizzere dotati di pattini recuperarono, con un’operazione spettacolare, l’equipaggio di un Douglas C-53 americano precipitato sul ghiacciaio del Cauli nella Alpi svizzere. La missione improvvisata segnò l’inizio vero e proprio del soccorso aereo in Svizzera.
Un film girato dalla Télévision Romande nel 1958 definì Hermann Geiger le pilote des glaciers. Il pilota, pioniere del volo in montagna, nacque nel 1914 a Savièse, un villaggio non lontano da Sion, in Canton Vallese in Svizzera. A 15 anni incominciò a lavorare come apprendista meccanico presso un garage di Sion. Iniziò a volare su un aliante che aveva fabbricato. Il volo a vela era meno costoso di quello a motore e poteva costituire un’ottima base per volre in montagna.
Fredy Wissel, albergatore di St. Moritz, dapprima da solo e, poi, con Hermann Geiger, perfezionò la tecnica dell’atterraggio sui ghiacciai.
Geiger dimostrò sempre entusiasmo per l’aviazione di montagna e per il soccorso, cercando di trasmettere la sua passione ai giovani piloti. Iniziò a volare su un Piper Super Cub dotato di 150 cavalli, un velivolo costruito negli Stati Uniti, che portava 250 chilogrammi e che poteva raggiungere 3500 metri di quota in venti minuti. Una pompa idraulica permetteva al pilota di sollevare e abbassare i pattini per atterrare sia sull’erba che sulla neve.
Giovedì 4 ottobre 1951 George-André Zehr a bordo di un Piper Cub Supercruise, nonostante il divieto posto dalle autorità francesi, atterrò senza pattini sul Dôme du Gouter nel massiccio del Monte Bianco, ribaltandosi a causa della neve fresca. In seguito all’incidente l’elica del velivolo si spezzò. L’aereo che accompagnava poté trasportare sul luogo dell’incidente un’elica di ricambio. Il Piper con l’elica nuova tentò di ripartire, ma di nuovo si ribaltò. A questo punto Hermann Geiger da Sion, dopo otto giorni, si mise in movimento per organizzare la riparazione dell’aereo inviando sul posto dell’incidente un’elica nuova ed alcuni pezzi di ricambio. Finalmente il 16 ottobre il velivolo, fornito di pattini, riuscì a ripartire dopo un decollo assai difficoltoso.
Il 16 luglio 1953 Geiger stabilì, a bordo del suo Piper, il record di atterraggio su ghiacciaio a 4370 metri tra la punta Dufour e la Nordend, nel massiccio del Monte Rosa. La tecnica di atterraggio praticata dal pilota non richiedeva spazi orizzontali, ma pendii ben accentuati che l’aereo raggiungeva con la forza dell’elica, per poi decollare sfruttando la pendenza. Effettuò migliaia di atterraggi su ghiacciaio, a volte trenta al giorno.
Fernand Martignoni nella primavera 1957 promosse una colletta a Sion per acquistare il primo elicottero Bell 47 G. Alla fine degli anni ’50 comparve il Pilatus Porter, un vero camion volante, in grado di trasportare un carico di una tonnellata o sette passeggeri. Il 2 ottobre 1959 l’aeroporto di Sion acquisì il primo aereo. Hermann Geiger e Fernand Martignoni furono i primi due piloti. Nel 1963, in seguito alla caduta di un aspirante guida alpina, Hermann Geiger con il suo elicottero non riuscì ad atterrare a causa della scarsa performance del mezzo. A questo punto Bruno Bagnoud prese in considerazione il nuovo Alouette III, prodotto da Sud Aviation, che costava oltre un milione e centocinquantamila franchi svizzeri, che era dotato di una turbina con una potenza di 550 cavalli ed era insensibile agli effetti dell’altitudine.
L’elicottero era riuscito a posarsi sulla cima del Monte Bianco nonostante il molto vento, con a bordo cinque persone. La Caisse d’Epargne du Valais si occupò del finanziamento. Nel 1965 l’aeroporto di Sion disponeva di un Pilatus Porter e di un’ Alouette III. Nell’agosto del 1965 venne fondata a Sion la compagnia di aviazione Air Glaciers, che in seguito partecipò a una missione in Senegal per costruire una diga. Il 26 agosto del 1966 Geiger morì in un incidente aereo all’aeroporto di Sion durante la fase di atterraggio a causa di una collisione con un aliante. A bordo dell’Alouette III Martignoni lanciò fiori nel corso del funerale di Geiger. Fernand Martignoni divenne chef pilote di Air Glaciers. Nel 1969 fece la comparsa il Lama, un elicottero prodotto da Sud Aviation, una versione ibrida di Alouette II e Alouette III, che batté nel 1972 il record di altitudine volando a 12440 metri. Nel 1971 nacque la base di Air Glaciers a Lauterbrunnen. Nel 1972 il servizio di soccorso in montagna in Svizzera venne strutturato in collaborazione con la Polizia Cantonale che mise a disposizione dei gendarmi guida alpina. Fernand Martignoni morì il 27 ottobre 1982 in un incidente nella regione di Les Diablerets a causa della collisione contro un cavo non segnalato, mentre effettuava un trasporto durante una campagna di vaccinazione contro la rabbia. L’elicottero cadde ed esplose. Oltre al pilota morirono quattro passeggeri. Rimase il figlio, capo meccanico nel campo della manutenzione degli elicotteri. Mel 1980 fu creata una base di Air Glaciers nel Cantone Svizzero di Saanen, non lontano da Gstaad. Nel 1983 venne aperta la base di Collombey nello Chablais. Il figlio di Bruno Bagnou, Francois Xavier perì in un incidente aereo in Mali nel gennaio 1986 durante la Parigi-Dakar. Ingegnere spaziale fu uno dei piloti svizzeri più giovani e dotati, con oltre 1500 ore di volo.