Conferenza di Luciano Viazzi

Autore: Giancelso Agazzi

Ascolta l'articolo Voce: Alice Non supportato
0:00
Vel.
0:00 · -0:00

Lo scrittore e fotografo piemontese Luciano Viazzi, classe 1930, è stato ospite sabato 2 dicembre 2017 dell’Associazione Nazionale Alpini di Bergamo per presentare, in collaborazione con la sezione del CAI di Bergamo, una interessante conferenza nel corso della quale ha voluto parlare della sua carriera di scrittore e di regista. Da oltre cinquant’anni si occupa con competenza e passione della storia delle Truppe Alpine. È stato autore di numerosi libri e di ricerche sulla Guerra Bianca 1915-18 oltre che di filmati, attraverso una ricerca storiografica metodica e complessa.

Viazzi, che è stato presidente della “Società Storica della Guerra Bianca”, ha scritto molto su questo singolare conflitto, combattuto in modo arduo sul fronte alpino nella zona dell’Ortles, del Cevedale, dell’Adamello, e della Marmolada, e anche nelle Dolomiti. Celebri i libri “I diavoli dell’Adamello”, “Le aquile delle Tofane”, “Con gli Alpini sulla Marmolada”, “Guerra Bianca: Ortles-Cevedale-Adamello”, “Artiglieria Alpina sull’Adamello”,”Col di Lana, monte di fuoco”. Ha parlato anche della Seconda Guerra Mondiale nel libro “1940-43 i diavoli bianchi del battaglione Cervino”. Una serie di pubblicazioni di valore, un vero punto di riferimento per studiosi e appassionati della letteratura alpinistico-militare, che gode di un vasto pubblico di lettori.

Nei suoi scritti Viazzi ha saputo riportare con precisione episodi della Guerra Bianca grazie alle testimonianze che gli “adamellini” , gli ex combattenti, gli hanno riportato e raccontato. Ha parlato, tra gli altri, di Ambrosini, Bonaldi, Giordana, Cavaciocchi,Patroni, Ronchi e dei fratelli Calvi, tutti protagonisti di una guerra assurda combattuta tra rocce e ghiaccio a più di tremila metri di quota. Una guerrache non solo ebbe una rilevanza sul piano militare, ma produsse una serie di vicende umane di grande significato, una vera lezione di vita che in pochi ora conoscono. Prima della Guerra Bianca sarebbe parso quasi folliapura avventurarsiin quei luoghi divenuti, poi, teatro di sanguinose battaglie. Gli stessi generali, prima del 1915 ritenevano impensabile combattere a oltre 3000 metri e usare gli sci sui ghiacciai come dichiarato dal generale Cantore nel 1914. Poi, tutto cambiò e divenne possibile. Viazzi ha conosciuto Sperandio Zani, Battanta e Varenna e ha potuto intervistarli di persona per conoscere tanti particolari, raccogliendo preziose testimonianze. Ha voluto stabilire un attento confronto raccogliendo le testimonianze anche di combattenti austro-ungarici. Ha trovato, nel corso delle sue ricerche, lettere, diari e fotografie dei soldati. È stato uno degli ideatori dei Pellegrinaggi in Adamello, a molti dei quali ha partecipato. Nel settembre del 1962 pubblicò una lettera sull’Alpino per organizzare, in accordo con Sperandio Zani, guida alpina e vecchio combattente del “battaglione autonomo skyatori Garibaldi”, il 1° raduno-pellegrinaggio sui campi di battaglia della Guerra Bianca in Adamello. La proposta venne subito accolta con entusiasmo e un centinaio di alpini parteciparono all’iniziativa, con circa 5-6 ex combattenti della Guerra Bianca. Viazzi ha conosciuto molto bene i luoghi della guerra in Adamello ed ha scritto di questi luoghi. È stato pure un bravo regista, realizzando filmati storici. Partito militare, fu ammesso all’ “ 11° Corso AUC che si tenne presso le casermette di Lecce, il cui comandante era un colonnello degli Alpini. Dopo un periodo trascorso sulle montagne della Calabria, venne trasferito a Cosenza. Poi, andò alla Suola di Fanteria di Cesano di Roma, dove svolse attività di arrampicata in una palestra di roccia. Divenne, poi, ufficiale. Ultimato il servizio militare Viazzi venne assunto dalla Banca Commerciale Italiana a Milano. Sulla Rivista del Club Alpino degli anni ’50 si parla di un vecchio film del 1916da lui recuperato, intitolato “La Guerra Bianca sull’Adamello”. Nel film si alternano riprese d’epoca ad altre girate da Viazzi durante alcuni escursioni commemorative nei luoghi della guerra. Il filmato venne prodotto dal 5° Reggimento Alpini e venne presentato a Trento in occasione del Trento Film Festival. Nel 1965 Viazzi pubblicò un libro antologico distribuito gratuitamente a tutti i partecipanti ai raduni. Nel marzo del 1968 realizzò con il presentatore Alberto Caldana una trasmissione televisiva intitolata Almanacco Rai. Durante la trasmissione vennero intervistati alcuni reduci ex-combattenti in Adamello: Sperandio Zani, il colonnello Fabrizio Battanta, protagonista di tre battaglie per la conquista del Corno di Cavento, il tenente Wilfrido Ambrosini e Bruno Varenna, uno dei primi ufficiali istruttori di sci a salire al rifugio Garibaldi per costituire il cosiddetto “battaglione Garibaldi”, composto da skyatori provenienti da alcuni speciali plotoni di alpini. Nel corso della sua attività bancaria Viazzi ebbe modo di conoscere una persona che, nel corso della Guerra Bianca, aveva svolto il servizio di operatore cinematografico militare al seguito del cineasta Luca Comerio, effettuando riprese di un combattimento in alta quota. Viazzi venne invitato a visitare il laboratorio in uno scantinato in via Fiamma a Milano dove venivano montati i filmati. Comerio realizzò il film “La guerra d’Italia a tremila metri sull’Adamello” che fu molto noto, ma anche censurato dalle autorità militari. Gian Maria Bonaldi, che visse quei terribili momenti sull’Adamello, riferì che vennero fatte eliminare tutte le scene che riprendevano i caduti stesi sul ghiacciaio della Lobbia in tenuta grigio-verde. Viazzi scrisse al comandante del 5° Reggimento che richiese una decina di copie del filmato da distribuire ai reparti del Comando Truppe Alpine della Carnia, lungo l’allora confine yugoslavo.

Viazzi ebbe modo di conoscere Renato Cepparo, che aveva una casa di produzione cinematografica. Gli venne proposto, in occasione del centenario di fondazione del Corpo degli Alpini (1872), nel 1972, di realizzare un film sulla storia del corpo dal titolo “Penne nere”. Viazzi riuscì a recuperare delle vecchie uniformi e a girare delle scene del film in Val Camonica, in particolare a Edolo e sui Monticelli, utilizzando sci d’epoca, e riproducendo la tecnica sciatoria di quei tempi. Fu pure messo a punto un apparecchio in grado di sonorizzare i film muti.

L’opera di Viazzi è stata molto utile nel raccontare le vicende di una guerra, purtroppo, dai più dimenticata.

La conferenza si è conclusa in tarda mattinata con un vivace dibattito.

Altre notizie dal blog...

Si é tenuta a Chamonix dal 17 al 20 ottobre 2018 la riunione internazionale della Cisa-Ikar. Convincente la scelta di organizzare tale evento nella località alpina francese, una vera icona per l'alpinismo mondiale...

Ritengo giusto scrivere queste brevi note per raccontare la storia di questa associazione molto conosciuta in ambito internazionale, ma che forse pochi conoscono in Italia. L’associazione nacque per la necessità di...

Dopo l’avvento della pandemia causata dal Coronavirus SarS-CoV-2 nell’inverno del 2020 si sono verificati un notevole calo del turismo globale ed un significativo decremento di coloro che si recano in alta quota...

Martedì 13 febbraio 2024 è stato organizzato presso la sala convegni del Museo della Guerra di Rovereto (Tn) l’incontro culturale dal titolo “Sinergie in alta quota, tra Esercito, SAT ed enti locali, attività alpina...

Sabato 4 maggio 2024, la Società Italiana di Medicina di Montagna (SIMeM) in collaborazione con il Trento Film Festival 2024 e la SAT (Società Alpinisti Tridentini) ha organizzato, nella sala Nones del palazzo...

Dal 14 al 16 giugno scorso si sono riuniti a Interlaken in Svizzera i più autorevoli esperti di medicina di montagna per fare il punto sui passi avanti compiuti negli ultimi anni in quest’ambito. Tanti i relatori...

Si è da poco conclusa la rassegna di eventi culturali organizzati dal CAI di Bergamo per celebrare Walter Bonatti nel decimo anniversario della sua morte e intitolata “Bonatti: l’uomo e l’alpinista”. L’ultima tappa è...

Da molti anni ho pensato,prendendo spunto da alcune riviste francesi che propongono trekkings un po’ strani in varie parti del mondo,di effettuare una vacanza alternativa in quella sperduta isola dell’Oceano Indiano...

Sono le sei del mattino di un caldo giorno di fine giugno e sto risalendo , in compagnia di Cesare, mio vecchio compagno di caccia e di montagna, lungo i verdi e ripidi pendii della Val Grande. Abbiamo lasciato...

Ero un ragazzino di circa otto anni ed ero solito accompagnare mio padre , o meglio era lui che mi portava con sé sulle montagne Bergamasche e non solo. Quel giorno, era l’estate del 1958 , ci eravamo diretti nella...

Si è tenuto a Lanzo Torinese presso “Lanzo Incontra” sabato 1 giugno 2013 un convegno dal titolo”Prevenzione dei Tumori: il ruolo del CAI”. Pare ormai assodato che una corretta alimentazione e una idonea pratica...

La prima guerra mondiale fu, probabilmente, il conflitto più fotografato del XX° secolo. Esigenze di propaganda da una parte e di memoria personale dall’altra, portarono gli Stati Maggiori degli eserciti e i...

Gege Agazzi

Nato a Bergamo il 23 giugno 1950, di professione Medico. Socio CAI. Commissione Medica CAI Bergamo. Commissione Medica CISA-IKAR. Membro della Società Italiana di Medicina di Montagna. Appassionato di montagna, di viaggi, di medicina di montagna e  di fotografia.

Nato a Bergamo il 23 giugno 1950
di professione Medico.
Socio CAI. Commissione Medica CAI. Commissione Medica CISA-IKAR. Membro della Società Italiana di Medicina di Montagna.

Appassionato di montagna, di viaggi, di medicina di montagna e  di fotografia.

Privacy Policy . Cookie Policy . Web by HelloStudio